In questa sezione Terzo Tocco raccoglie riflessioni lunghe, che dialogano con gli episodi del podcast, li prolungano in forma scritta e offrono piste di lettura per chi desidera esplorare con più calma la dimensione sociale della pallavolo e l’idea che la pallavolo possa fungere da laboratorio della vita associata, dove si pratica un modello di società che nel nostro tempo sembra quasi una utopia.
01
La civiltà della rete. La pallavolo e l’idea di una convivenza progettata
Gli sport di squadra non sono soltanto passatempi: sono piccole società in forma condensata, dotate di un proprio ordinamento, di proprie regole sul lecito e sull’illecito, di proprie modalità di trattare il conflitto e la cooperazione. Per questa ragione hanno sempre attratto lo sguardo di chi riflette sulla vita associata. Ma gli sport non offrono tutti la stessa immagine della convivenza. Vi sono giochi che mettono in scena la società come scontro fra corpi e contesa di un territorio, e vi sono giochi che la mettono in scena in tutt’altro modo. Questo saggio prende sul serio una di queste alternative, quella offerta dalla pallavolo, e ne ricava una riflessione sulla forma che la convivenza civile potrebbe assumere.
02
L’atlante dei confini. La pallavolo come laboratorio dei border studies
La pallavolo è uno spazio interamente prodotto da linee – le linee perimetrali, la linea dei tre metri, l’altezza della rete, le sei zone della rotazione, la zona di servizio, perfino una linea per l’allenatore, che non tocca mai la palla – e le espone tutte insieme, su pochi metri quadrati, in un numero e in una varietà che nessun altro luogo osservabile offre. Vi si ritrova in compresenza l’intera triade concettuale dei border studies: un border, più boundary interni, una frontier. Eppure – ed è questo il focus di questo scritto – in un territorio così minuziosamente delimitato l’altro non viene respinto. La pallavolo mostra la possibilità di delimitare e distinguere senza respingere, cosa che nel nostro tempo sembra quasi una utopia.
